sabato 23 marzo 2013

Chi ha detto che le razze umane non esistono?


La verità è che la gente non affronta spesso l'argomento perché ha paura di essere definita razzista.
Ma dovete mettervi l'animo in pace, fidatevi quando vi dico che credere nell'esistenza delle razze non ha niente a che vedere col razzismo al contrario di quanto vogliono farvi credere.

In questo post analizzeremo insieme il concetto di razza, e il perché credere nelle razze umane non è una cosa da razzisti...





Osservate attentamente questi orsi... non sembrerebbe ma appartengono tutti alla stessa specie ovvero sono tutti orsi bruni (Ursus arctos) ma appartenenti a razze (o sottospecie) diverse. Confrontateli con l'immagine mostrante i volti umani e noterete in entrambi i casi differenze significative nell'aspetto. Le caratteristiche fisiche diverse sono dovute a un diverso adattamento ambientale e indubbiamente questi orsi avranno, come gli uomini, anche comportamenti culturalmente diversi. 


A volte mi stupisco di come le persone addette all'insegnamento mentano per nascondere una verità un po' scomoda, trattando gli studenti un po' come idioti.
Gli stessi libri di testo che leggevo quando andavo alle scuole medie avevano scritto chiaramente:

"Le razze umane non esistono, nell'uomo esistono solo differenze culturali e differenze dovute all'adattamento ambientale"

Ora, seriamente... non ditemi che ci credete! Vi stanno prendendo in giro, è chiaro.
Come puoi tu, uomo di scienza, venirmi a dire che le razze umane non esistono e che si tratta solo di adattamenti ambientali e differenze culturali?
Cioè...  è come guardare un bicchiere mezzo pieno e dire che è mezzo vuoto, è la stessa identica cosa!! Adattamenti ambientali e differenze culturali = razza.

Leggiamo insieme la definizione di razza:

< Razza: Insieme di individui, animali o vegetali, che si differenziano da altri gruppi della stessa specie per uno o più caratteri ereditari >

Di per se questa definizione, che troverete su quasi tutti i dizionari, è incompleta o poco chiara.
Partiamo col dire che per individui animali si intende anche l'uomo... perché l'uomo è un animale, è dimostrato. Quindi se l'uomo è un animale deve anche sottostare alle classificazioni che vengono usate per gli animali, altrimenti che facciamo? Ci definiamo animali solo per metà?
Se gli animali possono avere le razze, perché l'uomo no? Cos'è l'uomo è forse talmente migliore da potersi permettere di non averle?

Secondo, i caratteri ereditari non sono altro che i cambiamenti genetici che vengono tramandati di padre in figlio. Ma cosa sono i cambiamenti genetici se non una conseguenza di un adattamento ambientale?

Riguardo alle differenze culturali, poi, basta andare a guardarsi qualche relazione di un etologo per rendersi conto che anche gli animali della stessa specie sviluppano differenze culturali in base al luogo in cui vivono. Se due animali della stessa specie vengono isolati in luoghi diversi svilupperanno anch'essi dei modi di comunicare diversi o un modo diverso di comportarsi in base all'ambiente e alle situazioni che vivono. Questo non comporta necessariamente la differenziazione in due razze diverse, ma col passare dei secoli è probabile che quegli animali svilupperebbero anche caratteristiche genetiche diverse, quindi razze ben distinte, nonostante in origine provenissero dalla stessa specie o da una sottospecie comune.

C'è di vero però in tutto questo che parlare di razze "pure" al giorno d'oggi riferendosi all'uomo non solo è una cosa folle ma è una cosa che non sta in piedi, perché le razze pure non esistono, o meglio, è quasi impossibile riconoscerle o provare a catalogarle attualmente. Il perché è abbastanza ovvio, basta pensare alla storia dell'uomo e alla sua diffusione in tutto il mondo.
Un eccezione si potrebbe verificare nel caso in cui una particolare etnia sia rimasta isolata per molto tempo su un isola senza entrare mai in contatto con altre razze, ma anche in questo caso parlare di razza pura è difficile perché non si potrà mai averne la certezza al 100%.
Non esistono più razze pure perché effettivamente gli uomini sono animali "bastardati", quindi anche se si riuscisse a catalogare una razza questa non sarebbe mai pura ma sarebbe inevitabilmente la somma di più razze mescolatesi fra loro in passato.
E' come cercare di stabilire di che razza sia un gatto "senza pedigree"... è impossibile perché quel gatto presenterà alcune delle caratteristiche di due o più razze ma non si potrà mai dire quali con certezza.

Insomma... alla fine dire razza, dire etnia, dire sottospecie.... è la stessa identica cosa! è solo a causa dell'antropocentrismo che vi sono parole differenti per descrivere la stessa cosa.

La principale causa del razzismo quindi, non è il fatto di credere o meno nelle razze, ma tutto sta nella mentalità della gente, dare importanza al fatto che uno sia o no di una determinata razza al fine di stabilirne i diritti non solo è sbagliato, ma anche inutile. Così come l'Universo è in continuo mutamento, anche le razze e le specie cambiano e si estinguono.
Come abbiamo visto nel post: "Quando l'uomo era piccolo come un topo..." infondo tutti discendiamo dallo stesso animale, non importa a quale razza o quale specie apparteniamo. Credo che questo sia da tenere bene a mente in futuro.

Lascio anche un link di un sito che personalmente ho trovato molto interessante:
http://tipologieeuropidi.altervista.org/template/files/template/blog.html

Con questo vi saluto, alla prossima!




36 commenti:

  1. "Mitakuye Oyasim" ("Siamo tutti Fratelli") saluto rituale Lakota, Indiani del Nordamerica

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  2. Ho notato che spesso i più razzisti sono proprio quelli che negano l'esistenza delle razze.
    Io, che ho sempre pensato che le razze umane esistono (ben conscia della differenza tra RAZZA e SPECIE), ho sempre trattato i neri ed i nativi americani (nonostante vivo in Italia, ce n'erano tanti tra la gente che frequentavo) nello stesso modo in cui tratto i bianchi, basandomi sulla compatibilità caratteriale.

    I 'le razze non esistono blablabla', quando incontrano un nero, spesso si zittiscono e parlano sottovoce dicendo cose tipo 'ecco, un nero, dobbiamo stare attenti a non dire la parola nero (magari neppure per dire 'ho un gatto dal mantello bianco e nero'), perchè potremmo offenderlo. e cose simili. Il vero razzismo è, infatti, trattare i non bianchi (uso il termine 'non bianchi perchè sono bianca, quindi parlo dal punto di vista di un bianco) in modo diverso dai bianchi, aspettandomi da loro un comportamento diverso al quale siamo abituati.

    La cosa della cultura diversa anche negli animali è vera. Io la noto soprattutto nei gatti (essondo gli unici animali che mi piacciono). Oltretutto una volta ho letto che i gatti domestici tendono ad imitare l'accento dei loro padroni. Quindi un gatto che vive a Napoli avrà un intonazione del miagolio che ricorda l'accento napoletano.


    Non sono d'accordo nell'includere le differenze ciulturali nella razza. Balotelli per esempio è di razza africana, ma ha praticamente vissuto in Italia fin dalla nascita, in una famiglai italiana. E' cresciuto con i coetanei italiani e chiaramente il suo background culturale è italiano.

    'Insomma... alla fine dire razza, dire etnia, dire sottospecie.... è la stessa identica cosa! è solo a causa dell'antropocentrismo che vi sono parole differenti per descrivere la stessa cosa.'
    Secondo me l'etnia è una sottocategoria partendo dalla razza. Es gli scandinavi ed i mediterranei sono entrambi bianchi, ma fanno parte di due etnie differenti

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    1. Ciao NordlysSorensen,
      mi ha fatto molto piacere leggere il tuo commento. Grazie per il tuo intervento.
      Anche io la penso esattamente come te riguardo al fatto che spesso i più razzisti sono quelli che non credono nelle razze. Anzi, c'è da dire che esiste anche l'altra faccia della medaglia ovvero ad esempio l'avere più compassione o carità o l'essere più morbidi nei confronti di una persona di colore (per via dell'associazione: persona di colore = poveraccio che ha bisogno di aiuto) rispetto a una "bianca" (è bianco non ha bisogno di aiuto, anche se è un barbone vestito di stracci). E questa cosa è alquanto recente qui in Italia, se ci riferiamo alla questione dei clandestini.

      Per quanto riguarda la questione delle differenze culturali, hai ragione. Però c'è da dire che le differenze culturali possono influenzare la nascita di una nuova razza o il perpetuamento o meno di una già esistente. Se si pensa a certi gruppi di persone che vivono isolati dal resto del mondo, la loro cultura finisce inevitabilmente col mescolarsi e inserirsi all'interno dei propri geni, diventando parte integrante dell'individuo. L'esempio di Balotelli è valido, ma va considerato anche che le razze non sono realtà statiche, ma sono in un continuo mutamento (anche se il processo impiega secoli se non millenni per diventare evidente). Quindi la globalizzazione non aiuta affatto in questo, perché contribuisce al rimescolamento generale e quindi si finisce alla fine col perdere la propria identità culturale che spesso, non sempre, si lega con i nostri geni contribuendo alla effettiva differenziazione razziale.

      Per quanto riguarda la differenza fra etnia e razza su questo non so risponderti con certezza, quello che io credo è che non è il colore della pelle a differenziare la specie umana in razze, ma bensì altri elementi più sottili e impercettibili... quindi due individui potrebbero avere lo stesso colore di pelle ma appartenere senza saperlo a una genealogia di razze diverse. Quindi a mio parere esistono più razze "nere", più razze "bianche" e più razze "orientali", difficili da stabilire e catalogare con certezza per quanto ho scritto sopra, l'essere umano ha viaggiato molto e si è mescolato tante di quelle volte che è difficile delineare i risultati di tali mescolanze.

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  3. Ahah, mi ha fatto ridere sai.. perchè ricordo una mia prof che una volta disse "non esistono le razze, esistono le etnie.. l'ho letto in un libro ed è la definizione ufficiale."

    Purtroppo anche chi studia oggi, raramente riesce a dire cose necessariamente vere. Se non si viene indottrinati e se non si sostiene l'ufficiale versione di una verità, si fa poca carriera, e la maggior parte rinuncia a stare dalla parte della vera verità.

    Un po' d'informazione. Geneticamente parlando, l'incrocio tra più razze è un fatto positivo: non è altro che l'unione di due informazioni diverse in una sola che porta vantaggi nell'evoluzione.

    Jan Quarius

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    1. E' vero ciò che dici Jan,
      Giusto di recente mi è capitato fra le mani un libro di geografia in cui addirittura hanno supportato la tesi de: "le razze umane non esistono" citando Einstein, quasi come se Einstein fosse un genetista o un biologo. Poi nell'angolo in basso della pagina c'era un riquadro dedicato alle curiosità con il titolo: "Einsten un genio di saggezza", quasi come se volessero avvalorare ulteriormente la suddetta tesi.
      Con tutto il rispetto per Einsten che è stato davvero un genio nel suo campo, però non me lo puoi citare parlando delle razze umane.... è una caduta di stile. Davvero se le inventano tutte per avvalorare delle tesi che non posso essere avvalorate.

      Sicuramente poi l'incrocio fra più razze può essere un fatto positivo, ma deve avvenire spontaneamente e non deve essere forzato, ovvero avvenire secondo le logiche naturali e non secondo quelle umane.

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    2. Ma no, non intendevo affatto il mescolare le razze, tipi quelle dei cani ed altri animali al piacimento dell'uomo. Intendevo che spesso quando vedi bambini che hanno un genitore bianco e l'altro nero, come esempio banalissimo, come mentalità sono più aperti, hanno più possibilità di imparare qualcosa di nuovo e diverso. Non c'entrano solo le razze ma in genere le differenze. Non son altro che una ricchezza.

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    3. Capito, allora culturalmente parlando più che geneticamente. :) Sì comunque hai ragione.

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  4. Sai, giusto in questi minuti stavo pensando ad una cosa che mi ha fatto riflettere e devo dire che sulla storia delle differenze genetiche in parte hai ragione.
    Ma su quanto ho affermato sule società capitalistiche quello è INNEGABILE...

    Ora ti spiego: Tu dici che i bianchi, gli asiatici, ecc.. hanno inventato quasi tutto e i negri un bel niente. Ma io credo che questo sia dovuto unicamente a casi fortuiti che ci hanno permesso lo sviluppo della civiltà (non conta l'intelligenza) e una cosa tira l'altra, più si è tecnologici più si accelera in fretta il progresso...
    Ma i negri delle tribù sono COME noi all'età della pietra! Non c'è differenza intellettiva!

    Però poi penso... In genere quelli che vengono da famiglie intelligenti sono predisposti all'intelligenza (non parlo di cultura, parlo di capacità cognitive lievemente superiori alla norma).
    In effetti esistono popolazioni in cui per esempio sono in media tutti più alti per l'accumulo in quella popolazione di particolari geni...
    Ci sono popolazioni in media più basse, in media più longeve, in media più forti di muscolatura, in media più scure di pelle....
    Forse è vero che certe popolazioni sono IN MEDIA più intelligenti di altre perché si sono accumulati i geni dell'intelligenza all'interno di quel determinato ceppo etnico....

    Però NON esistono le razze, di questo ne sono sicuro. C'è una precisa classificazione biologica che indica quando si può parlare di razze, e la specie umana non rientra in questo caso
    Ascolta, gli umani odierni derivano da un gruppo ristretto di Homo Sapiens sopravvissuti ad un'estinzione avvenuta circa 75000 anni fa in seguito all'eruzione di un super vulcano.
    75000 anni fa sono scampati all'estinzione un numero di umani nell'ordine delle migliaia (cioè pochissimi).
    Tutti noi discendiamo da questi quindi le razze NON esistono perché il tempo e l'isolamento geografico e riproduttivo NON hanno fatto in tempo a separare le differenze genetiche oltre un 10%.
    Infatti c'è molta più variabilità genetica all'interno dello stesso ceppo che tra individui di ceppi etnici diversi.
    La differenza genetica tra umani NON supera mai il 7%. è troppo poco per parlare di RAZZE.
    Attento che non sto facendo un ragionamento hippie, sto riportandoti cosa affermano gli studi genetici più aggiornati.

    Poi è ovvio, razze o non razze è solo una questione di classificazione... Le parole sono TUTTE funzionali...Ma questo è un altro discorso!
    Comprimi

    
    No, non confondere l'antropologia con la genetica.
    L'antropologia è lo studio della CULTURA umana, quindi per razze si intendono i ceppi etnici, le varie culture per capirci... è un uso un po' improprio del termine.
    Ma geneticamente una differenza del 7% (all'interno del gruppo di geni variabili nella specie) è un niente.
    In biologia il termine razza indica la sottospecie, cioè un'unità che è ancora in grado di mescolarsi con le altre razze della stessa specie, ma che si sta via via separando da esse (in futuro non potranno più accoppiarsi).
    Tra gli umani la differenza genetica è troppo poca, è irrilevante... Non farti confondere da differenze superficiali come il colore della pelle...
    Ti assicuro che so di cosa parlo...

    Poi che forse esistano popolazioni IN MEDIA più intelligenti forse è POSSIBILE (non certo), ma come esistono famiglie in media più intelligenti di altre.... Tutto qui...
    Ma se chiedi ad un biologo ti dice che le razze umane non esistono (è ovvio cmq che si tratta di semplice classificazione...)

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    1. Grazie Pape Diaw per il tuo intervento e per le argomentazioni che hai portato.
      Innanzitutto io non ho mai parlato del fatto che i bianchi hanno inventato tutto e i neri niente, non so se quello era un esempio o se tu stessi parlando con qualcuno in particolare.

      Certo, se partiamo dal presupposto che le razze sono solo una classificazione umana, è ovvio che ci saranno sempre delle imperfezioni. Quindi di per sé le razze non sono un qualcosa di strettamente necessario, nemmeno per gli animali. Semplicemente potremmo chiamarli col loro nome e basta, senza classificarli "scientificamente". Ma partendo sempre dallo stesso presupposto è vero anche il contrario: ovvero che essendo le razze classificazioni "inventate" dall'uomo, è più probabile che esistano differenze che non vengono classificate come razze perché all'essere umano fa comodo che sia così.
      La differenza genetica fra l'uomo e lo scimpanzé è inferiore al 1-2%, ma ciò nonostante sono classificati come specie diverse (e le differenze ci sono eccome)... Se per classificare le specie basta una differenza inferiore all'1%, perché con le razze non è la stessa cosa? Eppure il DNA contiene talmente tante informazioni che già una differenza dell'1% è decisamente rilevante.
      Per questo io mi fido poco di certi ricercatori, spesso si inizia a fare una ricerca con il preciso obbiettivo di dimostrare qualcosa, nel nostro caso che le razze umane non esistono. Quindi è palese che poi i risultati vengano interpretati sulla base dei luoghi comuni correnti.
      Quindi secondo me il dibattito rimane aperto. Non si può affermare con certezza che le razze umane NON ESISTONO come del resto non si può affermare che esistono razze ben definite, provando anche a catalogarle.

      Riguardo alle differenze culturali (tu mi hai citato l'antropologia) è abbastanza chiaro il fatto che una cultura diversa di per sé non centra nulla con la genetica e con le razze.
      Però è vero anche il fatto che certi aspetti di una cultura a lungo andare (stiamo parlando di secoli, se non millenni) si inseriscano all'interno dei geni di un individuo.
      Prendiamo ad esempio gli indiani dell'india. Sono vegetariani da millenni... ed è proprio così che i loro corpi hanno sviluppato una capacità maggiore di accumulare i grassi rispetto agli occidentali.
      Infatti se ci fai caso l'obesità è molto più diffusa fra gli indiani che hanno adottato uno stile di vita occidentale, iniziando a consumare anche carne, rispetto ad uno stesso individuo "bianco" con lo stesso stile di vita occidentale.
      Quindi potremmo dire che la loro cultura (ovvero il fatto di essere vegetariani da sempre) abbia (o potrebbe avere) influenzato i loro geni a tal punto da diventare obesi più facilmente di altri popoli se si ritrovano a cambiare il loro stile di vita abbracciando quello occidentale.

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    2. Se prendiamo poi come esempio le orche, si inizia a pensare che il loro stile di vita diverso (le orche si nutrono di prede diverse a seconda di dove vivono e a seconda della loro cultura familiare) le porterà presto allo sviluppo di razze più marcatamente distinte. Alcune si specializzeranno nella caccia alle pastinache, altre nella caccia alle foche, altre ancora nella caccia agli squali ecc...
      Questo secondo me è un potente indicatore evolutivo, probabilmente fra qualche milione di anni avremo addirittura specie diverse di orca, ed il tutto avrà avuto origine da questo semplice fatto CULTURALE.
      Inoltre, e questo lo dico per semplice curiosità, anche le orche hanno sviluppato un linguaggio ed un accento diverso a seconda del luogo in cui vivono. Le orche dell'artico parlano una "lingua" le orche della norvegia un'altro ecc...
      Quindi in conclusione, razze o non razze non è questo che importa... importa il fatto che non si può mettere le fette di salame sugli occhi alla gente dicendogli "le razze umane non esistono" sulla base di dati scientifici che preludono ad una classificazione prettamente soggettiva (da un punto di vista umano). Non si può piegare la scienza per ottenere dei risultati che fanno comodo. E fidati, ormai per esperienza personale so che la scienza non è poi così neutrale come dovrebbe essere... ce ne sono di scienziati "di parte", che svolgono presunte o effettive ricerche scientifiche con l'unico scopo di avvalorare una tesi piuttosto che un'altra a seconda di chi finanzia le ricerche.
      Ho visto ricerche fatte da scienziati cosiddetti seri che avvaloravano la tesi de "le razze umane non esistono" facendo dei test sui bambini e chiedendo loro di "classificare" delle persone secondo dei parametri. Non mi si può venire a dire che questi sono esperimenti seri...

      La verità secondo me è che la gente ha paura, perché già la parola "razze" riferita all'uomo suscita pensieri negativi, e quindi si fa di tutto per negare anche solo la minima possibilità che le razze umane esistano davvero. Ma ciò darebbe ragione a personaggi come Hitler, che giustamente non hanno riscosso un'enorme successo.
      Però mi sembra stupido negare certe evidenze, o smettere di cercare la verità solo perché qualche schizzato ha ucciso mezzo secolo fa milioni e milioni di ebrei. Non trovi anche tu?

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  5. Un negro ed un bianco sono della stessa razza. Si possono accoppiare benissmo danno figli fertilissini e normali . Un asino ed un cavallo o una tigre o un leone o tutti gli altri animali di diverse razze non danno mai figli fertili anzi hanno molti decifit. Ti pare che un uomo ed una scimmia si possano accoppiare ? No perché i geni sono troppo diversi e non andrebbero bene un nero e un bianco sono tutti e due homo sapiens sapiens e si possono accoppiare senza problemi come tutti ti pare che i mulatttu siano mostri anormali infertili e che abbiano qualche decifit fisico o mentale ? Non credo prorpio

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    1. Sicuro, hai ragione Pape Diaw. Ma come ho detto scimmia ed uomo appartengono a specie diverse, non a razze, quindi non c'entra niente ciò che tu dici.
      Se esistessero scimpanzé di razze diverse (questo non lo so di preciso se esistono) si potrebbero tranquillamente accoppiare fra di loro e dare una prole fertile. Un "negro", come lo chiami tu, ed un "bianco" sono della stessa specie, sono entrambi uomini infatti. Ma non appartengono alla stessa razza.
      Asino e cavallo non appartengono alla stessa specie e, per logica, non possono appartenere alla stessa razza. Infatti un'altro termine per dire razza è "sottospecie" quindi una razza non è altro che un'ulteriore catalogazione all'interno della specie stessa.
      Un qualsiasi cavallo domestico e il cavallo selvaggio Przewalski appartengono alla stessa specie, ma sono di subspecie (aka razze) diverse. Se si incontrassero potrebbero mescolarsi tranquillamente, senza effetti indesiderati.
      Stessa cosa vale per leone e tigre, son due specie diverse, quindi vale il discorso uomo-scimmia.
      Orso bruno e Orso polare sono due specie diverse.
      Orso Kodiak, Orso siriano e Orso marsicano sono la stessa specie, ma appartengono a razze diverse.
      Spero sia chiara la differenza fra razza e specie.

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  6. In uno studio senza precedenti, alcuni ricercatori americani, francesi e russi hanno stabilito senza ombra di dubbio che le razze umane non esistono. Dividere l'intera specie in diversi “gruppi” caratterizzati da un differente colore della pelle, dalla struttura dei capelli o da altre caratteristiche è quindi profondamente scorretto. I biologi, studiando il patrimonio genetico proveniente da 1056 persone di 52 popolazioni diverse, hanno cercato di capire dove e come sono condivisi 377 geni.Il risultato è stato inequivocabile: la diversità biologica all'interno di ogni popolazione è altissima, e va dal 93 al 95 per cento. Questo significa che la stragrande maggioranza dei geni umani sono già presenti in un solo gruppo di persone.Ma anche che questi geni sono diffusi un po' ovunque sul pianeta, e esistono pochissimi tratti che sono caratteristici di un solo gruppo omogeneo di persone. Non sarebbe quindi possibile contraddistinguere questa o quella razza in base a caratteristiche somatiche o del metabolismo; queste sono ovviamente dettate dai geni, che però a loro volta non sono specifici di bianchi, neri, gialli o rossi.Dividere la specie. Nonostante questo risultato, e studiando con particolare attenzione i pochi geni che sono caratteristici di ogni popolazione, gli studiosi hanno tentato di dividere l'umanità in gruppi, con un programma di computer che raggruppa i geni simili. Il risultato più logico è la suddivisione della specie umana in cinque grandi gruppi corrispondenti vagamente ai continenti: eurasiatici (che comprendevano europei veri e propri, mediorientali e popolazioni dell'Asia centrale e meridionale), est asiatici, africani, americani e popolazioni dell'Oceania. I ricercatori fanno notare che il numero cui è giunto il programma stesso è solo quello che meglio si attaglia, per così dire, a una logica geografica di divisione della specie.Anche in Brasile. Intanto in Brasile un gruppo di studio, con la stessa finalità, ha esaminato un gruppo più limitato di uomini provenienti dal grande paese sudamericano e di altre popolazioni; e ha scoperto che, se pure esistono alcuni tratti genetici particolari che possono distinguere un gruppo da un altro, questi geni non hanno niente a che fare con aspetti fisici come il colore dei capelli o della pelle. Con loro grande sorpresa, i genetisti hanno scoperto che uomini dichiaratamente “bianchi” avevano il 33 per cento di geni amerindi e il 28 per cento di geni africani. E che addirittura il gruppo di persone classificate come neri aveva una proporzione molto elevata di geni non africani, il 48 per cento. Lo studio, commentano i ricercatori, chiarisce che è pericoloso identificare il colore della pelle con la stirpe o la provenienza geografica.

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    1. Grazie per aver condiviso questo studio, molto interessante. Comunque sono d'accordo anche io che identificare le razze umane basandosi solo sul colore della pelle è assurdo.
      Il fatto è che comunque ciò non prova che le razze non esistano in definitiva. Come ho scritto pure io nel mio articolo (se così si può chiamare) l'essere umano è bastardato... quindi non può essere suddiviso in razze pure. Ma ciò non significa che le razze non esistano a priori o che non siano esistite in passato.
      Io credo sia ben diverso dire: "l'essere umano non può essere catalogato perché si è mescolato molto in passato", rispetto al dire che "nell'uomo le razze non esistono (o non possono esistere)". Il che è assurdo, tutti gli animali hanno le razze e l'uomo è un'animale.
      Sarebbe interessante vedere i risultati di uno studio condotto su cani, gatti ed altri animali addomesticati dall'uomo "non di razza pura" e senza "pedegree" e vedere quanta sia la loro diversità genetica. Secondo me se si facesse uno studio simile si otterrebbero più o meno gli stessi risultati che hai citato tu. Ma non credo esista uno studio simile, che io sappia son stati fatti studi su animali di razza pura, non su quelli bastardati da molte generazioni. La stessa terza legge di Mendel dice che abbinando fra loro due genitori ibridi si otterranno tutte le combinazioni genetiche possibili. Io penso che quasi tutta la popolazione mondiale sia ibrida. Lo stesso homo sapiens sapiens è il frutto di un'incrocio fra l'homo sapiens e l'homo neanderthalensis. E io penso che l'uomo abbia continuato a mescolarsi anche dopo (e prima di) questo ipotetico incrocio.
      Quindi mi sembra piuttosto ovvio e palese che buona parte della popolazione mondiale condivida una grande fetta di geni.
      Lo studio dice che esistono pochissimi tratti che sono caratteristici di un solo gruppo omogeneo di persone, però stranamente questo alle persone non basta per parlare di razze. A me basta sapere che un computer è stato in grado di suddividere i diversi gruppi genetici in 5 gruppi corrispondenti all'incirca alle 5 più grandi zone geografiche del globo per credere nelle razze. Questo da ulteriore conferma alle mie idee: anche io ho sempre pensato che esistessero almeno 4 principali macro-razze: euroasiatica, orientale, africana, oceanica/pacifica. Per quel che concerne il raggruppamento "americano" io credo che esso sia solo un'evoluzione di altri raggruppamenti: l'America è un continente che è stato colonizzato più tardi dall'uomo e quindi i suoi abitanti (nativi e non) non sono altro che il frutto dell'evoluzione di altre razze che sono rimaste isolate dal resto del mondo fino all'arrivo degli europei verso i secoli XIII-XV. I popoli nativi d'America non sono altro che un'evoluzione del macro-gruppo orientale e pacifico (a loro volta derivati ed evoluti dagli altri gruppi).

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    2. Per parlare di razze bisogna avere una differenza genetica di almeno il 10 percento negli umani non ha mai superato il 10 per cento. Comunque un altro studio ha dimostrato che tutti i popoli non africani possiedono il 4 per cento del genoma del neanderthal e invece gli abitanti della papua guinea polonesia ecc il 5 percento del desinova ma negli africani non si è trovato niente di questo ma solo genoma umano normale. Questo forse signfica che l uomo sapiens dopo essere uscito dall Africa si sia accoppiato con altre specie ma sono un po scettico dato che specue diverse non danno prole fertile e normale. Ormai non si puo parlare di razze perche pure non esistono io sono africano ma non so come ho il 34 percento del dna europeo.
      Io credo che forse in passato esistessero ma adesso a causa di tutta questa globalizzazione e multiculturaluta i gruppi umani stanno svanendo pian piano e questo mi dispiace perché vedere una persona bianca un nero un asiatico sono una bellissima cosa mma non durera ancora per molto :(

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    3. Sì, me ne hai già parlato in un'altro commento del fatto che serve una differenza del 10% per parlare di razze. Da un punto di vista tecnico le razze (che siano pure o no) non esistono, ma il fatto è che tutto ciò rimane comunque una cosa decisa a tavolino da qualcuno. Chi ha stabilito il limite del 10%? perché proprio 10 e non 11? o 9?
      Per quanto riguarda i neanderthal, non so come sia stato possibile l'incrocio... tuttavia portiamo dentro di noi un po' dei loro geni. Forse non erano due specie diverse? Forse il neanderthal veniva anche lui dall' Africa? Forse neanderthal e sapiens avevano un antenato in comune. In tal caso l'incrocio potrebbe esser possibile. E la prole sarebbe fertile.
      E' probabile che tutti gli homo discendessero da un antenato comune.
      Anche io la penso come te comunque: è bello vedere tante persone di culture e di origini diverse assieme... però è anche un peccato che si perdano le proprie radici, culturali o genetiche che siano.

      Ciao Pape, grazie.

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    4. "Per parlare di razze bisogna avere una differenza genetica di almeno il 10 percento"

      AHAHAHAHAHAHAHAH ma dove cazzo l'hai letto questo, nelle giovani marmotte?
      Ma lo sai che il 10% è maggiore persino della differenza genetica tra umani e ratti, i quali proprio perché condividono con gli umani il 92% del DNA vengono usati nelle sperimentazioni?

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    5. Caro Anonimo,
      Pape stava solo riportando uno studio che evidentemente aveva letto da qualche parte. Non è necessario essere così aggressivi. Ti prego in futuro di moderare questo tuo comportamento.
      Sarebbe carino inoltre firmarsi in qualche modo :) almeno sappiamo che non stiamo parlando con un anonimo qualunque.

      Comunque sia penso che con differenza del 10% si intendesse all'interno della stessa specie, non inteso come percentuale sul totale fra specie diverse.
      Nonostante questo condivido le tue perplessità in merito a questo fatto. Se basta una differenza del 1% sul totale per identificare una specie diversa, perché non è la stessa cosa con individui della stessa specie? 10% rimane comunque una percentuale eccessiva, su questo concordo con te.

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  7. Infatti è un peccato non ci saranno piu radici ed etnie tutto perso ciao grazie

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  8. Ciao, innanzitutto complimenti per il blog e per questo articolo interessante.

    Sul tema, c'è da dire che non si usa il termine "razza" solamente perché in passato nella strumentalizzazione di essa sono state commesse, come ben sappiamo, tante atrocità e generato teorie che sinceramente reputo distruttive ( "razzismo scientifico", darwinismo sociale ecc ), e per questo a livello mediatico si è fatto in modo di sostituire il termine "razza" con "etnia" e anche di affermare che l'unica differenza tra le persone sarebbe il colore della pelle.

    Detto questo, nella realtà questa cosa del colore della pelle è ovviamente ignoranza, visto che non è certo il colore della pelle ciò che distingue un gruppo etnico ( o razza ) da un'altro, e se così fosse anche gli albini sarebbero da considerarsi "bianchi" visto il colore della loro pelle, eppure hanno i tratti tipici africani e non certo caucasici.

    Inoltre, c'è da dire che affermare che esistano le razze di per sé non ha assolutamente nulla a che vedere con il "razzismo", che significa semmai affermare la supremazia di una razza a scapito dell'altra, e come termine tra l'altro manco dovrebbe esistere in teoria, visto che se le razze non esistono che senso ha parlare di "razzismo" ?

    Al contrario, valorizzare la differenza e i pregi delle diverse razze è valorizzare le diversità e la cultura, e non a caso il colonialismo e l'imperialismo si sono basati sempre sulla distruzione delle diversità e dell'identità a favore della supremazia e dell'imposizione di un'unica identità ( oggi ciò sta avvenendo a livello mondiale ).

    Per il resto, ovviamente siamo tutti esseri umani, e in modo più profondo esseri viventi, che meritano di venire rispettati al di là della propria personalità, della razza, della religione e dell'orientamento politico o di altro tipo, e che allo stesso tempo meritano che tutte queste cose possano anche venire valorizzate.

    Certa ideologia "mondialista" ( e un certo falso "antirazzismo" a convenienza, che nei fatti è in realtà razzista ) che va tanto di moda è esattamente l'altra faccia del razzismo più becero.

    Al posto di questi, bisogna operare un serio cambio di paradigma basato più sull'accettazione che non sull'eliminazione delle diversità, e di conseguenza un reale riconoscimento degli esseri umani, sia nella loro universalità che nelle loro specifiche differenze, visto che siamo tutti uguali al di là delle nostre diversità, e siamo tutti diversi al di là della nostra uguaglianza, e tutto ciò non dovrebbe essere cancellato per ragioni ideologiche, qualunque esse siano.

    Saluti




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    1. Grazie per il vostro intervento ed anche per aver condiviso un mio post sulla vostra pagina FB.
      Mi trovo in sintonia con quanto da voi affermato. Anche io la penso così.

      Saluti a voi.

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  9. Ottimo blog, te ne segnalo uno simile che però usa riferimenti a ricerche scientifiche e traguardi genetici degli ultimi anni.
    http://tipologieeuropidi.altervista.org/template/files/template/blog.html
    Tienilo d'occhio perché ho notato che l'aggiornano spesso (migliorandolo sempre di più).
    Grazie a te e a loro per liberare la scienza da ridicole quanto evidenti manipolazioni ideologiche. Vogliamo la verità, scientifica e oggettiva, non lezioni di scienze socio-politiche.

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    1. Grazie per la segnalazione, mi ha fatto molto piacere il venire a conoscenza di quel sito. Ho deciso di aggiungere un link anche all'interno del mio post.
      Non credo comunque di aver fatto nulla di poi così speciale, sicuramente la fuori vi sono persone molto più preparare di me in materia, il mio intento comunque è quello di spingere le persone a ragionare con la propria testa e di spingerle ad andare personalmente alla ricerca della verità, tutto qui.
      Grazie a te per essere intervenuto.

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  10. Ciao, ho appena finito di leggere il tuo blog e devo dirti che sono del tutto concorde con quello che hai scritto.
    Anch'io in passato mi sono posto la domanda: "ma se animali della stessa specie hanno sottospecie ben distinte, perché lo stesso non dovrebbe essere valido per la specie umana? Eppure anch'essa è animale." Ed ora che lo vedo scritto anche qui, le mie idee hanno assunto più valore.
    Al diavolo chi ci definisce razzisti, non hanno bene in mente l'idea del razzismo vero e proprio.
    Il mondo è bello se lo vedi vario, e non se hai in mente dei precocetti di omogeneizzazione. Ci insegnano che siamo tutti uguali di aspetto ma non ci insegnano che siamo tutti uguali di cuore ed animo, perché il corpo fisico è solo un rivestimento e se c'è diversità è solo perché il DNA ha voluto così.
    E poi, piccola nota personale, tra una bella ragazza europea ed una africana, opto per la seconda eheh.
    Ps. Cosa sai riguardo la Blawatsky e delle 7 razze radicali? Nel link sopra ne riporta 6.

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    1. Ciao, grazie per il tuo intervento.
      Purtroppo non sono a conoscenza delle teorie della Blawatsky riguardo alle 7 razze radicali, ho provato a fare una breve ricerca ma mi sembra che qui si stia parlando di teosofia ed esoterismo. Da quel che ho capito si parla del fatto che l'anima dell'uomo dovrebbe attraversare 7 "razze" come le chiama. Parla di Lemuriani ed Atlantidei, che secondo le sue teorie sono già "passate", quindi sono di un'altra epoca. Poi cita la razza Ariana indicandola come quella attuale...quindi mi pare che siamo proprio fuori argomento. Tali teorie non hanno nulla di scientifico, per quanto affascinanti siano.
      Mi trovo più d'accordo con le 6 citate sopra.

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  11. Forse Xandrex, dovresti considerare che alcuni accoppiamenti, sono possibili addirittura fra specie diverse, oppure che dette specie in fondo tanto incompatibili non siano. Questo spiegherebbe sia i geni neanderthaliani, sia fecondazioni "ibride" come nei casi Asino-Cavallo e Tigre-Leone.

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    1. Come diceva Pape Diaw, il problema è che tali fecondazioni "ibride" danno origine ad individui sterili che non sono più in grado di riprodursi. La stessa cosa non è avvenuta con neanderthal e sapiens. Come mai? Forse non erano davvero di specie diversa, o forse non è detto che non sia possibile l'ibridazione fra specie diverse. Magari esistono delle eccezioni come tu giustamente dici. Però non ho le competenze in merito per esprimermi con certezza.

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  12. Quello che dici non è vero, le razze non esistono, non basta che elementi di una medesima popolazione condividano simili tratti somatici, lo stesso colore della pelle o dei capelli per inquadrarli in una razza, perchè si tratta solamente di normali e superficiali differenze individuali.
    A livello profondo ci sono popolazioni africane che condividono gli stessi geni di popolazioni bianche e viceversa, poichè in realtà siamo tutti appartenenti alla specie Homo sapiens sapiens. Quando gli scienziati affermano che le razze non esistono non si riferiscono ovviamente solo al colore della pelle o dei capelli ma ad un punto di vista genetico che chi guarda senza strumenti scientifici non può neanche sapere che esista.
    Quando si parla di adattamenti ambientali ci si riferisce al fatto che membri di questa stessa specie umana assumono tratti somatici diversi a seconda del luogo in cui vivono, chiaramente si parla di un adattamento che si sviluppa nel corso di migliaia di anni, ma non si può parlare di razza perchè di base sono sempre membri della stessa specie. Nella fattispecie se separiamo due sapiens sapiens e li mettiamo in un processo di adattamento l'uno in Norvegia l'altro in Africa alla fine avremo individui con tratti somatici diversi ma che appartengono sempre alla stessa specie, non ce ne sono altre, l'unica specie è la nostra, sapiens sapiens.
    Il razzismo comunque è anche solo l'atto erroneo di pensare che ci siano tante razze umane, poi da lì a pensare che una fantomatica razza sia superiore ad un'altra il passo è breve..non a caso questa visione superficiale delle cose è sempre stata usata dai potenti per avere la scusa di invadere altri paesi. I fascisti dicevano che gli africani erano inferiori e che giustamente quindi avrebbero avuto bisogno di un capo (che spiriti nobili e disinteressati.....) e lo stesso fecero i nazisti quando dicevano che i russi erano popolo inferiore..si trovarono a combattere con gli stessi biondi che avrebbero dovuto essere "ariani" e finirono sconfitti.

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    1. Caro anonimo,
      Stai facendo confusione fra "razza" e "specie". Anche gli orsi della figura sono tutti della stessa specie, ma appartengono a razze diverse.
      Infatti al momento sulla terra esiste un'unica specie di Homo, ovvero il sapiens sapiens... però la specie non c'entra nulla con la razza (che in biologia si chiama "sottospecie". La razza è solo un'ulteriore classificazione all'interno della specie stessa.
      Quindi il discorso de "esistono solo differenziazioni ambientali" è una presa in giro, perché sono proprio le differenziazioni ambientali a determinare la razza. Quindi il discorso non ha poi così senso.

      Per il resto, potremmo benissimo vivere senza queste distinzioni. Su questo sono d'accordo.
      Però non si può mettere le fette di salame sugli occhi alla gente, ingannandole con false verità di una scienza piegata agli interessi di parte.
      Al giorno d'oggi conviene molto di più dire che le razze non esistono, piuttosto che il contrario. Perché si ha paura che ciò che è successo con le varie dittature che tu citi, si ripeta.
      Ma questo non è il mio caso. Quindi poco mi importa.
      Non ho certo una svastica appesa in camera per dire ciò che dico. Bisognerebbe anche sforzarsi di andare oltre i luoghi comuni. Io te lo auguro.

      Ciao!

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    2. Sono la stessa persona che aveva scritto il commento sopra. Quella che io ti ho riportato è la versione ufficiale della scienza, che fanno studiare all'università, ma per onor del vero, devo dirti la verità che in effetti mi stanno venendo dei dubbi... di recente alcuni accadimenti e uno studio più approfondito mi hanno fatto ritornare sull'argomento facendomi fare ulteriori riflessioni, e cercando nuovamente l'argomento "razza" sono capitato di nuovo su questa pagina: a quel punto mi sono ricordato di aver lasciato il commento qui sopra, e dunque a distanza di poco più di un anno eccomi di nuovo qui.
      La versione della scienza ufficiale è quella che ho scritto ma effettivamente non si può fare a meno di notare alcune stranezze. Come hai sottolineato anche i cani fanno parte della stessa specie, e se cani di razze diverse si accoppiano nasce comunque un cane di razza mista, e dunque nonostante si parli della stessa specie, quella dei cani, la scienza parla comunque di razze di cani.
      Ebbene quello che non torna è appunto che anche la specie umana è una specie, se un nero si accoppia con un bianco nasce un mulatto, perché appunto la specie è la stessa, ma appunto perché per i cani si parla di razze e per l'uomo no?
      Se entrambi fanno parte del regno animale a cosa è dovuta questa diversa visione nei riguardi dell'uomo? Qui c'è il primo punto che mi ha fatto riflettere e che mi ha spinto a cercare fonti scientifiche, trovando con stupore, che esiste uno scienziato che ha formulato il mio stesso pensiero, e non uno qualunque, bensì James Watson, uno dei scopritori della struttura del DNA e premio Nobel per la medicina nel 1962: non uno qualunque. Watson dopo aver enunciato qualcosa di simile è stato letteralmente schiacciato da quella che per gli addetti ai lavori rappresenta chiaramente una manovra politica. Infatti ha chiesto scusa per le sue affermazioni, ma solo perché è stato costretto a farlo, e questo a me, sembra il vero totalitarismo: nonostante questo dopo le sue frasi non ha trovato più sbocco lavorativo (incredibile) e chiaramente per protesta ha venduto il suo premio dicendo di essere finito sul lastrico. A seguito di ciò veniva pure mostrificato con una chiara manovra di propaganda, la quale lo ha definito "una persona che è sempre stata orribile"... ma ovviamente prima di quelle affermazioni nessuno aveva mai detto nulla contro di lui.

      Trovo che le spiegazioni della scienza siano assai labili e che probabilmente la scienza ufficiale non è immune da contaminazioni politiche.
      Evidentemente la componente comunista, che più di ogni altra ha sempre propagandato l'uguaglianza assoluta e assolutista di tutto e tutti, non ha interesse ad essere contraddetta...

      Mha???? Solo con un "Mha" posso terminare la dissertazione.
      Cosa ne pensi? Hai altre fonti di scienziati non conformi?

      Ciao.

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    3. Grazie per questo tuo ulteriore commento e per questo tuo ulteriore e prezioso apporto. Non sapevo di James Watson. Ma ciò non fa altro che confermare tutto questo.

      La politica ed il "buon costume" interferiscono nella scienza più di quanto in genere si pensi. Molte ricerche sono persino finanziate da multinazionali e grandi aziende. Tempo fa dicevano che il tabacco fa bene e che il burro "lubrifica le arterie". Quindi non mi stupirei più di tanto su questo punto.
      La scienza è asservita alla società umana ed ai suoi bisogni, molto spesso rinnega la sua vocazione al perseguimento della verità ed alla semplice e pura conoscenza di ciò che ci circonda, senza pregiudizio alcuno e senza alcuna aspettativa.

      Comunque, no, non ho notizie di altre fonti non conformi. A parte il link che ho messo infondo all'articolo. Se ne trovi altre ti prego di condividerle con noi tutti, ogni contributo è ben accetto.

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  13. Lo sapevate cosa disse Il fondatore del l'evoluzionismo sulle differenze tra le razze?

    In "Descent of Man", Darwin dichiarò che la razza negroide non era classificabile tra le razze umane e che se le varietà umane fossero state classificate con le differenze o i parametri con cui si classificano gli altri animali avrebbero collocato la classificazione della razza Negroide come differente specie o genere.
    Compreso le favole che ci hanno raccontato fin'ora?
    Sono arrivati anche a falsificare le parole del fondatore dell'evoluzionismo per sostenere che l'uomo non veniva da creazione divina.

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  14. Ciao !
    Scusate ma sinceramente mica ho capito... cioè prima dite che le razze umane esistono, ma poi, a metà articolo, scrivete che parlare di razze pure è impossibile ed è altrettanto impossibile classificare in razze la specie umana... sottolineate così che le razze umane, ad oggi, non esistono più, dato che siamo tutti "mescolati"...
    Ma allora, ste razze umane, esistono o no ?

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    1. Ciao Tauron, grazie per aver lasciato un tuo commento.

      Hai ragione, apparentemente tutto ciò potrebbe sembrare un controsenso ma in realtà non lo è.
      Le razze umane esistono, ma non è possibile stabilire con precisione la "purezza" di una razza. Perché è davvero difficile, se non impossibile, trovare un gruppo di individui che abbia conservato interamente il proprio codice genetico originario. Le teorie di Hitler ad esempio non hanno fondamento scientifico né hanno radici nel buonsenso. Non possiamo dire che una razza sia pura e superiore ad un'altra. Perché tutte le razze umane che è possibile osservare attualmente sono il frutto di diversi incroci fra razze diverse. Siamo degli incroci, ma questo non toglie il fatto che razze ben distinte siano esistite in passato.

      Quindi la risposta alla tua domanda potrebbe essere questa:
      Le razze umane esistono, ma non possono più essere "catalogate" con assoluta certezza, appunto perché l'essere umano ha viaggiato molto e si è mescolato più volte.
      Il fatto che non si riesca a catalogarle con precisione non significa che esse non esistano.
      Sono esistite in passato, e ancora adesso esistono. I geni, assieme alle loro caratteristiche ereditarie continuano a sopravvivere e a tramandarsi di padre in figlio. Un egiziano potrebbe avere una data percentuale di DNA appartenuto ad una razza proveniente dal Nord Europa. Così come un nord-europeo possiede una buona fetta del proprio corredo genetico appartenuto in passato ai primi uomini vissuti in Africa.

      Spero di averti aiutato a comprendere ciò che intendevo con i concetti che ho espresso nel post qui sopra. E spero di aver fatto chiarezza.

      Ciao! :)

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  15. Il post iniziale del blog è un'accozzaglia di luoghi comuni e ingenuità ed errori tipici di chi ha davvero pochi studi e quindi non può che sbagliarsi. Basta studiare genetica medici, medicina, antropologia, sociologia, psicologia, etologia, scienze naturali, storia, economia ecc a livello universitario per capire che e anche perchè (ed è ormai incontrovertibile) l'essere umano non si può in alcun modo classificare in razze. Studiate! Oggi ci sono tutti i mezzi per farlo, fa male vedere ancora tutta questa ignoranza che porta a mille pregiudizi. Spegnete la TV e andate all'università!

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    1. Caro A.M.,
      Qui gli unici pregiudizi sono i tuoi. Pensare che l'Università (e lo studio più in generale) possa fornire tutto ciò di cui si ha bisogno per comprendere questa realtà è già un punto di partenza sbagliato.
      Se hai qualcosa da dire in merito, che vada oltre l'insulto e la saccenza, dillo. Sono ben lieto di argomentare. Illuminaci dall'alto della tua sapienza.
      Ma visto che sono quasi sicuro che non avrai nulla di meglio da scrivere, non credo di sia altro da aggiungere.

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