venerdì 28 febbraio 2014

Dualismo e concetto di bene-male


Esiste davvero il male in senso assoluto? O è solo un tentativo dell'uomo di dare un senso a ciò che più al mondo lo spaventa o lo minaccia?
E che dire del bene? Che cos'è davvero il bene e come fare a stabilire la verità, dato che ogni religione ha una propria definizione di ciò che è bene e ciò che e male?

Oggi parleremo del dualismo presente in molte religioni e come questo abbia influenzato di molto il pensiero corrente. Parleremo anche dell'assurdità di questo modo di pensare e della realtà stessa che possiamo trovare in natura.

A tutti sarà capitato di venir educati con una qualche religione, e tutti saprete bene che fin da piccoli i nostri genitori ci hanno insegnato in buona fede ciò che è bene e ciò che male, spesso anche causandoci dei traumi e soffocando così la nostra vera natura innata.
L'assolutismo nel definire un qualcosa bene piuttosto che male ci ha portato nel corso dei secoli a numerose "guerre sante", persecuzioni e istigazioni alla violenza ma anche a molti atti di buonismo irrazionale ed estremo che hanno causato danni al pari delle azioni cosiddette "malvagie".
Quindi qual'è la verità? Può un qualcosa che ha causato così tanti danni essere accettato come valore assoluto, o come un dogma?

L'ossessione dell'uomo per l'"ordine" e il suo desiderio di omologazione e catalogazione degli eventi lo hanno portato inevitabilmente a fare una distinzione netta fra bene e male.
In mezzo non può esservi nulla dunque... e di questo ne abbiamo un esempio nelle principali religioni monoteiste: una cosa o è bene o è male; o è bianca o è nera; o è pura o è impura; o è sacro o è profano, o è dentro o è fuori, o è sotto o è sopra; o è luce o è ombra; o è corpo o è spirito; o è naturale o è sovrannaturale ecc...
Da sempre l'uomo nel corso della sua storia ha provato a definire il bene e il male, ciò che è puro e ciò che è empio... a volte anche con fin troppa superbia o ingenuità e altre volte invece approfittandosene della situazione per spingere la gente a fare ciò che i vari esponenti religiosi volevano che facesse.

Che dire riguardo al male? il male nasce dalla necessità di dare una spiegazione ai fatti negativi che ci accadono e alla sofferenza.
Soprattutto nelle religioni in cui abbiamo la figura di un Dio buono, misericordioso, onnipotente e onnisciente viene considerato indispensabile l'esistenza di un figura malvagia. Ed è qui che entra in gioco il diavolo, Satana o in qualunque altro modo viene chiamato. (vedi anche -> "L'origine della figura di Satana")
E' necessaria quindi una forza che si contrappone a Dio per spiegarne la bontà. Infatti se un Dio è buono e predisposto al bene perché permette il male?
A questa domanda hanno cercato di dare una risposta nel corso dei secoli: teologi, filosofi, esponenti delle varie religioni e persino studiosi e uomini di scienza.
In questa sede non starò qui a elencarvi tutte le varie filosofie e i vari credo riguardanti il male poiché è un argomento troppo complesso per essere trattato in una pagina di un blog. (se volete saperne di più in merito potete consultare la pagina di wikipedia a riguardo: Il problema del male )
Comunque si può affermare con tranquillità che la maggior parte di queste concezioni o intuizioni sono frutto della visione antropocentrica dell'uomo e della sua superbia nonché della pretesa di voler stabilire cosa è bene e cosa è male.

A tal proposito, io personalmente credo che sia stato proprio questo desiderio di "porre ordine", dove l'ordine già c'era, la causa della decaduta dell'uomo sotto tutti gli aspetti. (vedi a tal proposito -> "il vero peccato originale e il progetto per l'uomo" )

A cosa ci ha portato tutto questo, quindi?
Basta guardarci intorno, ogni aspetto della società in cui viviamo è influenzato in un certo senso dal dualismo, anche se la religione ormai non c'entra più nulla.
La società moderna ormai è divisa sotto molti aspetti: c'è chi è di destra e chi di sinistra, c'è chi è un populista e chi un servo dei potenti, ci sono i complottisti e gli scettici, ci sono gli ecologisti e i menefreghisti, gli specisti e gli antispecisti, i vegani e i mangiatori di carne, c'è chi sostiene la vivisezione e chi vuole abolirla, gli anarchici e i difensori della legge ecc...
Ognuno tende a scegliersi una bandiera e un nemico da affrontare e fa di questo un motivo di vanto e di orgoglio.
Basti pensare alle favole o alle opere teatrali o letterarie, il senso dualista è ancora molto presente e radicato all'interno della società. In ogni storia vi è un buono e un cattivo, un eroe e un anti-eroe, un cavaliere e un drago, un principe e un orco ecc...


Ma la realtà è ben diversa... l'Universo non è diviso, non può esserlo, poiché esso è una e una cosa sola.
Esiste una sola strada, e si è liberi di percorrerla o meno, pagandone il dovuto prezzo. Esiste una sola strada, ma un'infinità di modi per percorrerla e raggiungerne la meta. (altrimenti non si chiamerebbe uni-verso)
Vi sono cose che sono dannose, poiché alterano gli equilibri del Tutto, ma esse non possono essere considerate come dei mali assoluti, così come non può essere considerato qualcosa un bene assoluto, valido sempre e comunque. Ciò che è bene in una situazione, potrebbe essere male in un'altra situazione e viceversa.
Il bene e il male esistono, ma sono solo realtà relative, non assolutiste, e potremmo compararne il significato parlando di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato secondo propria coscienza, onestà e responsabilità e non secondo ciò che ci è stato inculcato con la forza fin dall'infanzia.
Ogni azione porta a delle conseguenze. I frutti di tali azioni ci aiutano in un qualche modo a capire se vi è giustizia o meno nel nostro agire o in quello altrui.
Esistono dei modi di pensare e di agire negativi, poiché causano solo danni e non portano a nulla di positivo, ma tutto qui. Non si può certo catalogare l'Universo in "buono" e "cattivo" solo per questo.

Ho già parlato altre volte di ciò che avviene in natura (vedi qui e qui), e mi sembra alquanto ripetitivo ritornare su questi argomenti ancora una volta. Tuttavia chiunque si sia fermato ad osservare ciò che avviene nel mondo naturale è arrivato alle mie stesse conclusioni, o quantomeno a delle conclusioni simili.
La Natura è un perfetto esempio di come due cose apparentemente opposte e inconciliabili fra loro collaborino insieme al raggiungimento di un fine ultimo per noi ancora ignoto e misterioso.
In Natura non esistono fazioni opposte, non esiste bene né male, non esiste né ordine né caos, né buoni e né cattivi, né puri né empi quindi.
L'Universo è troppo complesso e immenso per essere catalogato secondo schemi umani, peggio ancora se di stampo antropocentrico.


4 commenti:

  1. SI.
    Mi piace tanto questo concetto che hai espresso sopra :
    .--
    "Ogni azione porta a delle conseguenze. I frutti di tali azioni ci aiutano in un qualche modo a capire se vi è giustizia o meno nel nostro agire o in quello altrui."
    .--
    Non ci avevo mai pensato in questi termini.
    E poi :
    .--
    "Comunque si può affermare con tranquillità che la maggior parte di queste concezioni o intuizioni sono frutto della visione antropocentrica dell'uomo e della sua superbia nonché della pretesa di voler stabilire cosa è bene e cosa è male.
    A tal proposito, io personalmente credo che sia stato proprio questo desiderio di "porre ordine", dove l'ordine già c'era, la causa della decaduta dell'uomo sotto tutti gli aspetti.".
    .--
    Sono molto d'accordo con te.
    La Natura, osservata, ci permette di imparare (ricordare) che tutto è più semplice di quanto noi vogliamo credere.
    Che noi "esseri umani" tendiamo a "complicare le cose", credendo di essere investiti di una responsabilità a modificare il "mondo", che nessuno ci ha concesso, ma che ci prendiamo con un atto di "superbia antropocentrica".
    Ciao

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    1. Quanto è vero ciò che hai espresso... da un paio di anni sto imparando anche io molte cose semplicemente osservando la Natura, che sempre mi sorprende e mai mi delude.

      Ciao anche a te, e grazie per il tuo commento.

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  2. Ciao Alessandro.

    Ciò di cui parli è intriso in uno stadio dell'evoluzione della natura umana. E' semplicemente il modo che permette di capire cosa si fa e cosa non si fa, come si crea l'ordine in due parole. Purtroppo come dici, ancor oggi c'è chi ha questo modo di pensare. Io ad esempio noto un simile atteggiamento in quelli a cui quando gli parli di un argomento, ti fanno capire che lo fai solo perchè c'è qualcosa sul tuo piano personale che ti fa fare quella cosa. Io potrei difendere un italiano non essendo io stesso un italiano, potrei interessarmi dell'economia non frequentando l'università e non desiderando di diventare un economista, potrei leggere un libro di religione non essendo religioso. Lo stesso discorso con il dualismo ideologico di cui parli. (accenno qualcosa che ho fatto in precedenza pure io a riguardo: Dualismo ideologico: manifesto)

    Un esempio che mi viene in mente ora è quello storico dei famosi "barbari". Se pensate all'ideologia dei romani, ossia "noi siamo quelli che portano conoscenza - luce in mezzo agli altri che sono sconfitti dall'ignoranza". Sono stati i romani stessi a distruggere molte culture considerate barbare da loro. Perchè? Per il medesimo motivo: dualismo ideologico, venivano considerati giusti, portatori della verità. La stessa cosa per le crociate ovviamente.

    Di certo l'umanità dovrà aspettare ancora parecchio finchè le coscienze evolvino in quel senso. Ma qualcuno inizia a parlare, e questo è un fatto positivo :)

    Jan

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    1. Ciao Jan.

      Grazie per il manifesto, condivido tutto quello che hai espresso.
      Sicuramente il dualismo fa parte del percorso evolutivo dell'essere umano, speriamo però che non si debba aspettare così tanto prima che qualcosa si muova in questo senso. Un cambio di paradigma diviene sempre più urgente.

      Alessandro

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