venerdì 5 dicembre 2014

Natale: la festa del consumismo capitalista



Come ogni anno si avvicina il Natale. Ma questa festa ha davvero un significato? O è solo una delle tante festività fittizie decise da non si sa chi e con uno scopo ben diverso da quello che si crede di solito?
La realtà è che il Natale per come lo intendiamo noi è da sempre una festa incentrata sul consumo.
Una festa in cui si è obbligati a fare regali per dimostrare il proprio affetto alle persone care e meno care, regali che il più delle volte sono totalmente inutili e che si finisce col non usare o col gettare via dopo qualche tempo.
Una festa che spinge le persone a fare le file davanti ai negozi settimane prima a caccia dell'ultimo sconto o dell'ultima offerta. Per non parlare dello stress che tutto ciò comporta.
Bambini che si lagnano se non hanno ricevuto in dono quello che volevano.
Pranzi e cenoni da leccarsi i baffi e da farsi esplodere i bottoni dei pantaloni, anche a costo della salute. Pranzi di cui la maggior parte del cibo verrà gettato.
Tizi di varie associazioni "benefiche" che vengono a suonarti alla porta ricordandoti che è Natale, come se tu non avessi un calendario appeso in casa per rendertene conto da solo. (è Natale, sei obbligato a sganciare i soldi, DEVI essere più buono).
Qualcuno direbbe "Si è perso lo spirito del Natale"... ma qual'è il vero spirito del Natale? Esiste uno spirito del Natale?
Se guardiamo al mondo del cinema e della letteratura, l'essere umano c'è l'ha messa davvero tutta per creare un'intera mitologia attorno al Natale.
L'uomo con la barba bianca che fa i regali ai bambini buoni, gli elfi, i folletti, anziani borbottoni che odiano il mondo e l'umanità e poi diventano buoni e vanno in giro a fare regali e ad abbracciare tutti (come se ciò deve proprio accadere il giorno di Natale e non in un giorno qualsiasi dell'anno). Il Natale è diventato il simbolo della bontà bigotta, il giorno in cui tutto è possibile e tutti possono diventare incredibilmente buoni dall'oggi al domani.
Il Natale ha un significato religioso? Ha un significato cristiano magari? E quale sarebbe? Gesù non è nato il 25 Dicembre a differenza di quello che certe persone vogliono far credere.
La festività religiosa più vicina è il 21 Dicembre, il solstizio d'inverno. Una festività di certo molto importante per i popoli "pagani" dell'antichità, ma che non c'entra nulla con il Natale che si festeggia oggi (quello del consumo).

Questa è la verità: il Natale è una festa completamente inutile atta solo a spingere le persone a mangiarsi la tredicesima in spese assurde e decisamente non necessarie.
Non so se ci avete fatto caso, ma i prezzi di supermercati e negozi levitano misteriosamente proprio nel mese di Dicembre. La corsa all'acquisto natalizio si fa sempre più precoce, ora persino le pubblicità alla televisione iniziano a tartassarti un mese prima di Natale, con prodotti o soluzioni per fare un regalo.
Come non citare poi, parlando di questo argomento, il famoso "Black Friday", praticato in America. Un'occasione pre-natalizia e post-giorno del ringraziamento con sconti assurdi dove la gente fa la fila davanti ai negozi ed è capace pure di ammazzarsi per arrivare prima che i pezzi finiscano.


Il bello è che poi si sente chiamare gli gnu "stupidi" perché si calpestano a vicenda per attraversare un fiume pieno di coccodrilli, invece questi qua son capaci pure di ammazzarsi oltre che di calpestarsi solo per arrivare in tempo per acquistare l'ultimo modello di smart-phone a prezzi scontati.
Mi domando che senso abbia tutto questo. Decisamente nessuno.
E' questo il senso del Natale? Il senso del consumismo? Davvero l'essere umano non riesce a vedere in che cosa si sta trasformando? Ed ogni anno diventa sempre peggio.


Lo spirito dello Yule,
l'equivalente celtico
del nostro Natale.

Veniamo ora a chi i regali in teoria li porta: Babbo Natale.

In pochi sanno che la figura di questo signore barbuto trae la sua origine da San Nicola e ancor prima dalla mitologia celtica.
La cosa più eclatante che mostra l'inesorabile legame che questa figura ha assunto con il capitalismo è che in origine le rappresentazioni di Babbo Natale lo vedevano vestito di verde, e non di rosso come quello odierno.
Il colore rosso dell'uniforme deriva niente meno che da una pubblicità della Coca-Cola, che  al giorno d'oggi ne ha fatto ormai il suo marchio (Non a caso tutti gli anni lo ripropongono sulle bottiglie e nelle pubblicità della nota marca di bevande).


Tutto questo ci fa ricordare anche di un'altro aspetto: l'evidente miscuglio di culture e credenze che si nascondono nel Natale.
Elementi celtici mischiati ad elementi cristiani, un pizzico di cultura nordica e germanica qua e là ed ecco così che il Natale diviene una festa in cui tutti partecipano a dei riti o fanno delle cose senza sapere quale sia il reale significato di tali azioni.
Questo miscuglio fra elementi pagani ed elementi cristiani l'ho già affrontato in altre occasioni, vedi ad esempio: "I culti pagani e l'origine della figura di Satana"



Ma ritorniamo ora al presente...
Considerando quanto detto, vale ancora la pena sottostare a tutti questi meccanismi ideati a tavolino, in nome del consumismo?
Vale la pena stressarci ulteriormente solo per pensare a cosa preparare al cenone? Vale la pensa stressarci solo per andare alla ricerca di un regalo da fare ad una persona che vediamo una volta sola all'anno, e di cui bene o male non ci importa? Credo che di stress ce ne sia già abbastanza per tutto il resto dell'anno, quindi perché complicarsi la vita inutilmente?
Il Natale non è altro che l'ennesimo meccanismo che ci rende schiavi, schiavi di tradizioni ideate da altri e a cui noi siamo obbligati a sottostare pur non capendone il significato.
L'ennesimo spreco, da aggiungere a tutti gli altri sprechi del genere umano. Uno scempio in cui nemmeno la Natura viene risparmiata.

Forse un giorno l'umanità comprenderà tutto questo, o forse probabilmente no.



5 commenti:

  1. Buongiorno Alessandro.

    Questo articolo è stupendo.
    Per me il Natale è la rinascita del Sole.
    E' il momento in cui le giornate ritornano ad allungarsi.
    Noi abbiamo bisogno del Sole.
    I popoli primitivi non avevano tante strane idee per la testa, non guardavano i film e la televisione o leggevano i giornali.
    Osservavano la Natura di cui erano parte, di cui si sentivano parte, e di cui sapevano di far parte (questa secondo me è la più grande, la più importante, la più vera conoscenza).
    Per questo festeggiavano la “rinascita del Sole”.
    .----
    Inoltre, tutto quel consumismo è una cosa ridicola, e lo stress a cui sono sottoposti i commessi dei negozi, molti dei quali devono lavorare anche la domenica (ed il sabato), è disumano.

    Gianni Tiziano

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    1. Ciao Tiziano.

      Grazie per il tuo commento. Il solstizio d'inverno festeggiato presso i popoli antichi doveva davvero essere un'evento importante, forse l'unico vero "Natale" che val la pena festeggiare.
      Purtroppo tutti quei valori antichi sono andati persi, e con essi anche il significato di questa festività.

      Ciao

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  2. "regali che il più delle volte sono totalmente inutili"

    Esatto, ma questo può essere dovuto non dal fatto che il natale di per sè è stato pianificato ad essere tale, magari semplicemente perchè abbiamo dimenticato di percepire in modo sottile le esigenze degli altri ed essere un po' più empatici.

    Io non faccio mai regali inutili, almeno spero... e se non ho soldi per comprarne uno uso le parole. Molti oggi le parole non le accettano, ovviamente non te lo dicono in faccia ma lo pensano. Io credo che le parole diano molto di più.

    "Vale la pena stressarci ulteriormente solo per pensare a cosa preparare al cenone? Vale la pena stressarci solo per andare alla ricerca di un regalo da fare ad una persona che vediamo una volta sola all'anno, e di cui bene o male non ci importa?"
    Ovviamente no.. se non ci sentiamo noi stessi di fare quelle cose di cui si parla.

    Il natale per me non ha mai avuto un significato particolare, nemmeno per la mia famiglia. Anzi, lo vedevo festeggiare solo nei film americani. La festa più grande da piccolo per me è stato il Capodanno: ricordi e nostalgia della mia infanzia, alcuni piatti sì ma fatti in casa, regali non molto costosi, non ce lo permettevamo e sopratutto la famiglia, quasi tutta. Sono queste le cose che danno piacere, non la spesa, non il lusso.

    Jan

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    1. Grazie Jan per il tuo commento.

      Io sono del parere che non serva una festa particolare per fare un regalo a qualcuno, anche se beh sì... fare regali in determinate occasioni fa più scena, questo è certo :) ... Però non è davvero poi così necessario. I regali più belli secondo me sono proprio quelli inattesi. Quelli fatti spontaneamente e con il cuore. Tutto il resto è solo scena e circostanza.

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    2. "Tutto il resto è solo scena e circostanza."

      Le menti ordinarie e conformiste difatti non riescono a farli spontaneamente, ci vuole per forza un'occasione, altrimenti il regalo non avrebbe senso per loro, ahah :D

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