domenica 6 agosto 2017

Adattarsi o morire


Quante volte ho dovuto sentirmi dire che nella vita infondo bisogna adattarsi.
Adattarsi a comunicare con gli altri, alle loro esigenze.
Adattarsi ad un lavoro mal pagato perché infondo è "meglio di niente".
Adattarsi a vivere una vita che non ci appartiene, soltanto perché aspirare a qualcosa di diverso è visto come un vivere con la testa fra le nuvole, crogiolandosi nei propri sogni e fra le proprie immature illusioni.

L'adattamento viene quasi posto come un idolo da venerare ed inseguire, un idolo da porre sull'altare di una qualche strana darwiniana e religiosa visione secondo cui o ti adatti o soccombi. Se ti adatti sei un figo della madonna, se soccombi sei uno sfigato che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.


giovedì 29 giugno 2017

In ognuno di noi esiste il bene ed il male?





Secondo una logica "non dualistica", il bene ed il male di per sé non esistono come realtà a sé stanti e autonome.
Se vogliamo credere in questo, ne è logica deduzione che in noi non vi è alcun bene, né alcun male.
Noi siamo solo contenitori grezzi, diamanti non ancora plasmati, calici in cui viene riversato di tutto e di più.

Nel Vangelo sta scritto: "I buoni producono bene da quanto hanno accumulato, i cattivi producono il male dalla degenerazione che hanno accumulato nei loro cuori"

martedì 21 marzo 2017

Quando ci libereremo dal vino, cambieremo condotta.


"Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell'umanità, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti.
Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno condotta."
(Tommaso 28)

Queste parole suonano sempre più familiari nella mia mente.
Mi sono sempre guardato attorno e mi sono domandato: "Perché la gente non vede?" "Perché non capisce?". Tanto più l'ho fatto quando è iniziato il mio cammino.
All'inizio pensavo: "Se riesco a vedere io tutto ciò, può farlo chiunque".
Ma quello che non capivo, quello che ingenuamente non riuscivo a vedere era proprio questo: le persone sono letteralmente assuefatte dal sistema. Le persone non riescono a vedere oltre il sistema stesso in cui sono proiettate. Non perché siano incapaci, ma perché sono semplicemente ubriache.
Ora lo so, ora ho capito... e per capirlo ho dovuto immergermi anche io nello stesso sistema, ho dovuto provare anche io la stessa identica assuefazione. Ora so cosa si prova ad essere "ubriachi".
Si crede che il modo giusto di agire sia quello già preconfezionato, non si vede altra soluzione oltre a quella più appagante nel breve termine. Si è talmente tanto occupati a servire questo sistema che non vi è nemmeno più tempo per pensare, per riflettere sulla realtà stessa. Diventa tutto un'unico fluire, un'unico scorrere di un fiume che è destinato a portarci a precipitare rovinosamente lungo una cascata.

venerdì 3 febbraio 2017

Hanno ucciso la Verità, chi sia stato non si sa!



"Hanno ucciso l'uomo ragno, chi sia stato non si sa!" recitava una vecchia canzone degli 883.
Ebbene, vi dirò che più conosco questa realtà e più mi rendo conto di quanto, specialmente in quest'epoca, si dia così poca importanza alla verità. Anzi, a volte mi rendo proprio conto di quanto si faccia di tutto per metterla a tacere, per ucciderla o per cancellarla.

Sapete, quando penso alla verità mi si palesa nella mente un'immagine:
Gesù che rivolgendosi a Pilato dice: "Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce" e Pilato in tutta risposta gli pone (o pone a sé stesso) una domanda fondamentale: "Che cos'è la verità?".
Pilato infatti veniva da una cultura di ampie vedute in termini religiosi, i romani infatti erano molto tolleranti in quel periodo in fatto di credo religiosi. Il contatto con così tante culture diverse non poteva fare a meno di far nascere l'idea che "un unica verità non esiste", in quanto ciascuno aveva la sua verità e la difendeva, come era lecito e giusto che fosse.
La cultura romana stessa aveva un pantheon di divinità piuttosto variegato, vi era un dio per praticamente ogni cosa. Ognuno poteva scegliersi la divinità da adorare, secondo il proprio stile di vita e le proprie convinzioni.
Ma in tutto questo guazzabuglio di dei creati ad immagine e somiglianza dell'uomo, forse il senso della Verità a quel tempo si era un po' perso.